giovedì 16 maggio 2013

ADHD - DISTURBO da DEFICIT d'ATTENZIONE ed IPERATTIVITA'

ADHD - DISTURBO da DEFICIT d'ATTENZIONE ed IPERATTIVITA'

Qui sotto una mappa che riassume le caratteristiche:


L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è un disturbo del neurosviluppo che si manifesta fin dall’infanzia e incide significativamente sul funzionamento scolastico, relazionale ed emotivo dell’alunno.

In ambito scolastico

Nel contesto della classe, l’ADHD si esprime attraverso tre dimensioni principali:

  • Disattenzione: difficoltà a mantenere la concentrazione, errori di distrazione, scarsa organizzazione, perdita frequente di materiali, fatica nel portare a termine compiti.

  • Iperattività: bisogno costante di muoversi, difficoltà a rimanere seduti, agitazione motoria, tendenza a parlare molto.

  • Impulsività: risposte affrettate, difficoltà ad attendere il proprio turno, interruzioni frequenti, scarsa regolazione delle emozioni.

Questi comportamenti non sono volontari ma legati a una diversa modalità di funzionamento neurocognitivo. L’alunno può apparire “svogliato” o “provocatorio”, ma spesso sperimenta frustrazione e senso di inadeguatezza.

Impatto sul percorso scolastico

Gli studenti con ADHD possono incontrare difficoltà in:

  • gestione del tempo e dei compiti

  • organizzazione del materiale

  • rispetto delle regole

  • relazioni con pari e insegnanti

Tali difficoltà possono portare a insuccesso scolastico, bassa autostima e comportamenti oppositivi secondari.

Il punto di vista educativo

È fondamentale adottare una lettura non giudicante del comportamento. L’ADHD non è mancanza di impegno, ma una difficoltà nella regolazione dell’attenzione e del comportamento.

L’educatore deve spostare il focus:

  • dal “non vuole” al “non riesce ancora”

  • dal rimprovero alla comprensione funzionale del comportamento

Un ambiente strutturato e prevedibile riduce l’ansia e favorisce l’autoregolazione.

L’educatore ha un ruolo chiave nel promuovere inclusione e successo formativo. Alcuni atteggiamenti efficaci:

Curare la relazione

  • costruire un clima di fiducia

  • essere coerenti e prevedibili

  • ascoltare l’alunno, riconoscendo le sue difficoltà

Gestire il comportamento

  • stabilire regole semplici e condivise

  • anticipare le difficoltà

  • usare richiami discreti, evitando l’esposizione pubblica

Strutturare l’ambiente

  • routine chiare e prevedibili

  • consegne brevi e suddivise

  • uso di supporti visivi (schemi, checklist)

Favorire l’attenzione

  • alternare attività brevi

  • inserire pause attive

  • posizionare l’alunno in un punto della classe con poche distrazioni

Rinforzo positivo

  • valorizzare i successi, anche piccoli

  • utilizzare feedback immediati

  • premiare l’impegno, non solo il risultato

Promuovere l’autonomia

  • insegnare strategie di organizzazione

  • supportare la pianificazione dei compiti

  • guidare gradualmente verso l’autoregolazione

In conclusione l’alunno con ADHD ha bisogno di un adulto che sappia essere contenitivo, flessibile e competente. L’educatore non deve “correggere” il bambino, ma aiutarlo a trovare strategie per funzionare al meglio. Un approccio inclusivo permette non solo di ridurre le difficoltà, ma di valorizzare le risorse, spesso legate a creatività, energia e pensiero divergente.

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Una guida per comprendere cos'è l'ADHD e come ci si dovrebbe comportare in classe con un bambino con deficit di attenzione ed iperattvità.


RIFERIMENTI NORMATIVI

ADHD - Circolare n° 4089 del 15 giugno 2010 (pdf)
Descrizione degli alunni con ADHD
Protocollo operativo utile a migliorare l’apprendimento e il comportamento degli alunni con ADHD in classe. 
Suggerimenti per i docenti in 13 punti.

ADHD - NOTA Miur alla Circolare n° 4089 del 15 giugno 2010
Oggetto: “PDP per alunni con ADHD” (in pdf)

PDP o PEI per STUDENTI ADHD: CHIARIMENTI - Circolare (pdf)
Sugli alunni ADHD, certificati ai sensi della Leggi 104/1992, si precisa che deve essere redatto il PEI mentre per gli alunni DSA il PDP

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